Ci sono progetti che nascono in aula e restano lì.
E poi ci sono idee che escono dalla scuola… e iniziano a cambiare davvero le cose.
È il caso di “Pizza per tutti”, il progetto realizzato dalle studentesse della 4ª M socio-sanitario dell’Istituto Remondini di Bassano del Grappa. Un’iniziativa semplice, concreta e soprattutto profondamente inclusiva.
🎥 Video e fonte
Il servizio è stato realizzato da Nancy Galdi per Rete Veneta.
🧠 Un’idea semplice, ma rivoluzionaria
Tutto nasce durante una lezione dedicata alla disabilità e all’accessibilità.
Da lì, una domanda:
Come possiamo rendere più semplice, per tutti, anche un gesto quotidiano come ordinare una pizza?
La risposta è stata tanto immediata quanto efficace:
realizzare delle tovagliette in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). è un approccio che utilizza strumenti visivi e simbolici per supportare o sostituire il linguaggio verbale.
🗣️ Comunicazione accessibile anche al ristorante
Le tovagliette create dalle studentesse permettono alle persone con difficoltà comunicative di:
- esprimere le proprie preferenze
- scegliere ingredienti
- ordinare in autonomia
- sentirsi parte dell’esperienza
Non è solo un supporto comunicativo.
È autonomia, dignità, partecipazione.
E chi, come me, vive ogni giorno il tema dell’accessibilità, sa quanto queste cose facciano davvero la differenza.
🌍 Un progetto che cresce
Quello che colpisce è che il progetto non si è fermato alla scuola o al territorio.
L’iniziativa sta già uscendo dal Veneto, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più pizzerie e realtà.
Segno che quando un’idea è buona… si diffonde.
E deve diffondersi.
❤️ Inclusione nella vita quotidiana
Spesso si pensa all’accessibilità come qualcosa di tecnico, complesso, lontano.
Ma la verità è che l’inclusione passa anche da gesti semplici:
- sedersi a tavola
- scegliere cosa mangiare
- ordinare una pizza senza difficoltà
Questo progetto ci ricorda una cosa fondamentale:
l’accessibilità non è un “di più”, è un diritto.
👏 Complimenti alle studentesse
Un grande applauso a:
- Diletta Fabian
- Matilde Solesini
- Valeria Dalla Costa
- Sofia Bissaro
che hanno trasformato una lezione in un progetto concreto.
E grazie anche a chi racconta queste storie, perché è così che l’inclusione diventa contagiosa.
💭 Il mio pensiero
Di accessibilità quotidiana ci sono nato.
Vivo con una disabilità, quindi per me non è un concetto teorico: è qualcosa che fa parte della mia vita, ogni giorno.
So cosa significa trovare barriere, ma anche quanto possono fare la differenza le soluzioni pensate bene, anche le più semplici.
L’accessibilità digitale, invece, la sto imparando.
È un percorso che sto costruendo passo dopo passo, con la voglia di capire, migliorare e contribuire a rendere il web un posto più accessibile per tutti.
E c’è una cosa che voglio dire:
sapere che è proprio l’istituto che ho frequentato io a portare avanti questa iniziativa mi apre il cuore.
Non è per nulla scontato.
Ed è proprio per questo che dico una cosa semplice:
questo è il tipo di progetti che servono davvero.
Non servono sempre grandi rivoluzioni.
A volte basta poco.
Una soluzione concreta.
Uno strumento fatto bene.
Una tovaglietta, come in questo caso.
Per qualcuno può sembrare una cosa banale.
Per qualcun altro, invece, significa poter scegliere in autonomia, comunicare, sentirsi parte di un momento normale come andare in pizzeria.
Ed è lì che cambia tutto.
Perché l’inclusione vera non è fatta solo di grandi parole, ma di piccole cose fatte nel modo giusto.
🔗 E tu cosa ne pensi?
Ti è mai capitato di vedere strumenti come questo?
Secondo te quante pizzerie potrebbero adottarlo?
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